Centri per il post-adozione sanitario

L’elenco dei centri post-adozione dove fare un “check-up” o “screening” del bambino all’arrivo in Italia sono on-line al sito del GNLBI (Gruppo nazionale di lavoro per il bambino immigrato), gruppo associato alla società dei pediatri italiani. Le visite sono gratuite e previste dal regime di assistenza sanitaria italiano, spesso anche effettuate in day-hospital.

Da segnalare nella sezione “adozioni” dello stesso sito, numerosi documenti interessanti sull’accoglienza del bambino adottato, dati statistici, curve di crescita.

Lo screening post-adottivo è indispensabile per identificare la presenza di malattie infettive, di parassiti e per poter curare il bambino da subito. Anche in Russia ci sono malattie parassitarie ed è meglio eliminarle appena possibile. Lo screening è inoltre necessario per sapere quali vaccinazioni effettuare: in Russia in particolare, molte vaccinazioni vengono amministrate ai bambini e bisogna evitare di rifare due volte la stessa. Al contrario, altre vaccinazioni potrebbero essere da fare in Italia mentre in Russia, non si fanno.

Durante lo screening, il pediatra controllerà la curva di crescita del bambino, misurerà la sua altezza, il suo peso, la circonferenza del suo cranio e potrà dunque dare consigli ai neo-genitori sul come recuperare un eventuale ritardo di crescita, una ipovitaminosi o certe conseguenze della malnutrizione. Di solito,  sono incluse visite di routine, come visite oculistiche, otorino e neuropsichiatriche; i bambini piccoli vengono osservati dal punto di vista psicomotorio.

Esami e visite particolari dipendono dal paese di provenienza del bambino e dai risultati dei primi esami fatti. In certi casi per esempio, verrà fatta l’età ossea del bambino con visite di controllo per verificare la sua età anagrafica perché si pensa che età ossea e età anagrafica non combacino.  Un risultato positivo al test della tubercolosi porterà ad un Rx torace, un’infezione urinaria potrà mandarci dal nefrologo ecc.

Di solito, per la prima visita, ci si porta dietro tutta la documentazione medica ricevuta nel paese di origine del bambino (scheda delle vaccinazioni, cartella medica) e si comunicano al medico tutti i dettagli che si hanno a disposizione (informazioni sul parto, sulla vita del bambino) per aiutare quest’ultimo a valutare la situazione nel suo insieme. Negli anni che seguono bisognerà stare attenti al minimo cambiamento nel bambino e valutare la necessità di ulteriori visite per esempio se il bambino sembra sentirci poco o se ha difficoltà scolastiche. Nelle femmine, i genitori dovranno stare attenti ad una eventuale pubertà precoce nei mesi o anni che seguono l’arrivo in Italia, e chiedere visite specialistiche.

Qualche specialista potrà dare alcuni consigli sul comportamento da avere col bambino in certi casi o sulla dieta da seguire, ma un vero e proprio incontro post-adottivo che miri a ricevere da parte del pediatra e del suo “team” informazioni e consigli pluridirezionali sulla gestione del bambino adottato non esiste ancora in Italia: per questo aspetto, si deve sentire il proprio ente, un’associazione di genitori o uno psicologo di fiducia che si intenda di post-adozione.

Si consiglia di fare lo screening poco dopo l’arrivo in Italia, appena il bambino ha accesso al Servizio Sanitario Nazionale con la sua tessera sanitaria provvisoria.

Figlidallarussia (2006-2011)

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